Salute

Il miele di Manuka è un miele raro e pregiato, prodotto esclusivamente in Nuova Zelanda e in alcune zone dell’Australia.

Deriva dal nettare dell’albero di Manuka (Leptospermum scoparium) ed è noto per le sue potenti proprietà antibatteriche e antinfiammatorie, ben superiori a quelle del miele comune.

Il principio attivo principale, il metilgliossale (MGO), è responsabile delle sue proprietà antimicrobiche. Secondo uno studio pubblicato dal NCBI, il miele di Manuka ha dimostrato efficacia anche contro batteri resistenti agli antibiotici.

5 Benefici del Miele di Manuka per i Cani

1. Effetto antibatterico naturale

Il miele di Manuka è un eccellente antibatterico naturale grazie all’elevato contenuto di MGO.

Può essere applicato su piccole ferite, tagli o abrasioni per prevenire infezioni e favorire una guarigione pulita.

Può anche essere assunto per via orale per contrastare lievi infezioni intestinali o del cavo orale.

2. Guarigione delle ferite

Applicato localmente, il miele di Manuka favorisce la cicatrizzazione creando un ambiente umido e protetto. Riduce il gonfiore, allevia il dolore e stimola la rigenerazione cellulare. Ideale per dermatiti, graffi o lesioni da leccamento.

3. Supporto per la salute digestiva

Grazie al suo effetto prebiotico, aiuta a riequilibrare la flora intestinale. Utile per problemi digestivi lievi come diarrea o gonfiore, migliora l’assorbimento dei nutrienti e il benessere gastrointestinale.

4. Rafforzamento del sistema immunitario

Ricco di antiossidanti, il miele di Manuka sostiene il sistema immunitario. È particolarmente utile nei cambi di stagione o in momenti di stress, convalescenza o per cani anziani.

5. Sollievo dalle allergie

Il miele di Manuka aiuta ad alleviare sintomi allergici cutanei come prurito, rossore e infiammazioni. Il suo uso regolare può desensibilizzare il sistema immunitario agli allergeni ambientali o stagionali.

Come somministrare il Miele di Manuka ai Cani

Dosaggio consigliato

  • Cani fino a 10 kg: 1/4 cucchiaino al giorno
  • Cani da 10 a 25 kg: 1/2 cucchiaino al giorno
  • Cani oltre 25 kg: 1 cucchiaino al giorno

Puoi mescolarlo al cibo o somministrarlo direttamente.

Uso topico

Pulisci bene l’area interessata, applica una piccola quantità di miele e copri con una garza se necessario. Ripeti 1-2 volte al giorno.

Avvertenze e Sicurezza

Quando evitarlo

  • Nei cani diabetici
  • Nei cuccioli sotto i 12 mesi
  • In caso di allergie note al miele

Scelta del miele di qualità

Preferisci miele con certificazione UMF o MGO:

  • MGO 100+: uso generale
  • MGO 250+: uso topico o terapeutico
  • MGO 400+: condizioni croniche

Evita prodotti non certificati o diluiti.

Testimonianze

  • Luna, Labrador, ha risolto un’otite cronica con applicazioni locali di miele di Manuka.
  • Rocco, bulldog francese, ha smesso di leccarsi le zampe dopo due settimane di uso orale.
  • Maya, meticcia anziana, ha mostrato maggiore energia e appetito.

Domande Frequenti

Il miele di Manuka è sicuro per tutti i cani?

Sì, se usato correttamente e con moderazione. Consultare il veterinario prima dell’uso.

Quanto tempo servono per notare benefici?

Dai 5 ai 15 giorni, a seconda della condizione.

Uso orale o topico?

Entrambi, a seconda delle esigenze del cane.

Conclusioni sul miele di Manuka

Il miele di Manuka è un alleato naturale per la salute del tuo cane. Offre effetti antibatterici, antinfiammatori, cicatrizzanti e immunostimolanti. Usato correttamente, può migliorare la qualità della vita del tuo amico a quattro zampe.

Displasia della valvola tricuspide nel Labrador Retriever

La displasia della valvola tricuspide (TVD) è una malformazione congenita della valvola atrioventricolare destra caratterizzata da un limitato movimento dei lembi, dilatazione anulare e rigurgito tricuspidale (TR).

I casi più gravi presentano in genere un’insufficienza cardiaca congestizia destra progressiva, che influisce sulla qualità della vita e sulla sopravvivenza

La displasia della valvola tricuspide (TVD) è una malformazione cardiaca genetica ed ereditaria che colpisce circa il 7% dei Labrador Retriever.

Questa condizione può rimanere non diagnosticata fino a quando il cane non mostra segni di intolleranza all’esercizio o di insufficienza cardiaca.

In questo articolo, esploreremo in modo più approfondito l’importanza della TVD, la sua diagnosi, il possibile trattamento e i metodi di prevenzione.

Un esame più dettagliato della TVD

La TVD è una malformazione della valvola tricuspide, una delle due valvole atrioventricolari nel cuore del cane.

Questa valvola è situata tra l’atrio destro e il ventricolo destro del cuore e gioca un ruolo fondamentale nel mantenere il flusso sanguigno in una sola direzione.

Nella TVD, i lembi della valvola tricuspide rimangono attaccati alla parete ventricolare, impedendo il corretto funzionamento della valvola e provocando un rigurgito di sangue nell’atrio.

Questo flusso sanguigno anormale può portare a un sovraccarico di lavoro sul lato destro del cuore, causando un ingrossamento dell’atrio e del ventricolo destro e, infine, insufficienza cardiaca congestizia sul lato destro.

Identificare la TVD nei Labrador Retriever

Sebbene la TVD sia una condizione congenita, molti cuccioli di labrador con questa condizione non mostrano sintomi clinici e possono sembrare sani fino a quando non si sviluppano segni di insufficienza cardiaca.

Alcuni dei segni clinici che possono emergere includono ritenzione di liquidi, estremità fredde e collasso durante l’esercizio fisico.

L’ecocardiogramma è considerato il metodo diagnostico preferito per la TVD, poiché consente la visualizzazione chiara della valvola tricuspide e la sua aderenza alla parete ventricolare.

Altri metodi diagnostici includono l’elettrocardiografia e la radiografia, che possono rilevare rispettivamente aritmie atriali e l’ingrandimento del lato destro del cuore.

Gestione della TVD nei Labrador Retriever

La sopravvivenza dei cani con TVD dipende dalla gravità della condizione.

Il trattamento per la TVD è principalmente sintomatico e include la limitazione dell’esercizio, l’uso di diuretici per controllare la ritenzione idrica e la somministrazione di digossina per regolare l’aritmia atriale, se presente.

Tuttavia, l’aspettativa di vita media per i cani con TVD, nonostante il trattamento, rimane tra 1 e 3 anni.

Prevenzione della TVD

La prevenzione della TVD è principalmente rivolta al controllo della predisposizione genetica al disturbo: poiché la TVD è stata riscontrata in cuccioli della stessa cucciolata, si sospetta che sia una condizione ereditaria.

Il progetto “Labrador Hearts Project” sta lavorando per identificare una variante genetica per la trasmissione della TVD e sviluppare un test genetico che aiuterà gli allevatori di labrador a gestire questa condizione nelle loro linee di sangue.

Embark, leader nella genotipizzazione del DNA canino, sta lavorando con il progetto per comprendere meglio come la TVD viene trasmessa alle generazioni successive.

Alcuni studi suggeriscono che la TVD potrebbe essere un tratto dominante, il che significa che un cucciolo ha bisogno di ereditare solo una copia del gene mutato per essere a rischio.

Altri studi indicano una possibile modalità di ereditarietà recessiva, in cui sono necessarie due copie della variante per trasmettere la malattia.

Conclusione

La TVD è una grave malattia congenita che può avere un impatto significativo sulla salute e sulla qualità della vita dei Labrador Retriever.

È importante per gli allevatori, i proprietari di cani e i veterinari essere consapevoli di questa condizione e delle sue implicazioni per il benessere di questi amati animali da compagnia.

La ricerca continua per identificare i geni responsabili della TVD e sviluppare un test genetico affidabile che possa essere utilizzato per guidare le decisioni di accoppiamento e ridurre l’incidenza di questa malformazione cardiaca nei Labrador Retriever.

Nel frattempo, la diagnosi precoce e la gestione attenta dei sintomi possono aiutare a migliorare la qualità della vita dei cani affetti da TVD.

È fondamentale che i proprietari di Labrador Retriever siano a conoscenza dei segni e dei sintomi di questa condizione e che portino il loro cane dal veterinario per un controllo se notano qualsiasi cambiamento nel comportamento o nelle capacità fisiche del loro animale.

Mentre la comunità scientifica si impegna a decifrare il codice genetico del Labrador Retriever per combattere la TVD, è altrettanto importante che allevatori e proprietari di cani lavorino insieme per garantire che i cani affetti da questa condizione ricevano le cure e l’assistenza di cui hanno bisogno.

Con una diagnosi precoce, un’adeguata gestione dei sintomi e una continua ricerca, possiamo sperare di migliorare la vita dei Labrador Retriever affetti da TVD in futuro.

In conclusione, la displasia della valvola tricuspide è una sfida significativa per la salute dei Labrador Retriever.

Tuttavia, con la ricerca in corso e l’attenzione costante alla salute del cuore dei nostri animali domestici, possiamo lavorare insieme per ridurre l’incidenza di questa malattia.

Ricordate, il cuore dei vostri Labrador Retriever è nelle vostre mani.

Rimedi casalinghi per le infezioni agli occchi del cane

Le infezioni agli occhi sono comuni nei cani e in genere non sono qualcosa di cui preoccuparsi. Tuttavia, è importante trattarli rapidamente per non peggiorare la situazione.

Nei cuccioli di Labrador le infezioni oculari precoci possono essere dovute anche a una cattiva alimentazione industriale che influenza il sistema immunitario del cane favorendo l’indebolimento del microbioma intestinale con conseguenti ripercussioni sulla cute, mucose, occhi e orecchie (otiti da malassezia).

Questo perchè contengono additivi, conservanti, amidi e cereali che favoriscono le infiammazioni.

I rimedi casalinghi per l’infezione agli occhi del cane possono essere efficaci, ma dovresti far valutare il tuo cane da un veterinario prima di provare qualsiasi opzione fai-da-te.

A causa di una varietà di malattie e infezioni oculari nei cani che condividono sintomi simili, è difficile valutare la gravità del problema prima di stabilire di quale tipo di infezione si tratti.

Fino a quando non saprai con cosa hai effettivamente a che fare, non saprai come trattare il problema, per non parlare di quanto grave possa essere.

Se noti che qualcosa non va negli occhi del tuo cane, fissa un appuntamento con il tuo veterinario il prima possibile.

L’unica cosa che tutti i problemi agli occhi del cane hanno in comune è che non importa quanto gravi possano essere alla fine, il trattamento precoce è quasi garantito per alleviare rapidamente la sofferenza e può aiutare a ridurre il problema.

Alcuni problemi agli occhi nei cani possono richiedere un trattamento con farmaci da prescrizione o addirittura un intervento chirurgico.

Consultare un veterinario è l’unico modo per sapere esattamente qual è il problema e se i rimedi casalinghi per l’infezione agli occhi del cane saranno in grado di curarlo.

Soluzione salina

Se il tuo cane ha problemi agli occhi, dovrai mantenere l’area il più pulita possibile. Taglia il pelo intorno agli occhi e dovrai anche lavare l’area più volte al giorno.

Prepara una soluzione salina usando 1/4 di tazza di acqua calda e 1/4 di cucchiaino di sale. 

Immergere una garza o un panno pulito nella soluzione e pulire la zona degli occhi partendo dal muso (angolo dell’occhio) verso l’esterno, verso l’orecchio.

Se l’infezione agli occhi del tuo cane sta causando molto scarico, dovrai pulire l’area ogni 30-60 minuti o secondo necessità per evitare che le secrezioni si induriscano.

Non riutilizzare mai la stessa salvietta due volte. Puoi anche usare la soluzione salina, gocciolando una piccola quantità nell’occhio usando un contagocce sterile o un nuovo batuffolo di cotone.

Camomilla biologica

Uno dei rimedi casalinghi più semplici per le infezioni agli occhi è la camomilla: è conveniente e può essere trovata in qualsiasi negozio di alimentari.

Metti in infusione una bustina di camomilla in acqua calda.

Una volta raffreddato, tieni il sacchetto sull’occhio infetto del tuo cane per almeno 5 minuti.

Puoi anche usare il tè per lavare gli occhi. Ripeti l’operazione 3-5 volte al giorno finché l’infezione non si risolve.

Olio di fegato di merluzzo

Applicare 1 goccia di olio di fegato di merluzzo sull’occhio ogni giorno può aiutare ad alleviare il dolore associato a un’infezione oculare nel tuo animale domestico.

L’olio ha dimostrato di aiutare a ridurre l’infiammazione e lubrificare l’occhio. L’olio di fegato di merluzzo è anche ricco di vitamina A, che aiuta cotro le infiammazioni della cornea.

La vitamina A aiuta la superficie dell’occhio a fungere da barriera efficace contro i batteri.

Puoi trovare colliri da banco che contengono vitamina A, ma dovrai verificare con il tuo veterinario per assicurarti che siano sicuri per il tuo animale domestico.

Dermatiti da malassezia: Cause, Sintomi, Cura, Alimentazione

Cos’è la malassezia? La malassezia è un lievito che colonizza gli strati superficiali della pelle in cani e gatti.

I lieviti hanno una relazione reciprocamente vantaggiosa con le numerose specie di batteri che colonizzano anche la superficie della pelle.

La specie più comune riscontrata su cani e gatti è la malassezia pachydermatis, che si trova comunemente sulla pelle, nel canale auricolare e sulle mucose (orali, anali, vaginali) di cani e gatti.

Nella stragrande maggioranza degli animali, questi lieviti non causano danni: tuttavia, quando il loro numero si moltiplica, può verificarsi un’infiammazione della pelle definita appunto dermatite da malassezia.

Come fa un cane a contrarre la malassezia?

Ci sono molte teorie che trattano questo argomento: quando questi lieviti normalmente innocui provocano malattie della pelle (dermatiti).

È probabile che sia coinvolta anche un aumento dell’umidità, poiché la dermatite da malassezia è più comune nei climi umidi e in alcune posizioni anatomiche come i condotti uditivi e le pieghe cutanee.

Una cattiva alimentazione porta sicuramente maggiori rischi, sopratutto nei cuccioli che mangiano crocchette industriali, poichè favoriscono le infiammazioni intestinali e un’alterazione del microbioma che favorisce l’aumento di lieviti.

Come la maggiorparte delle dermatiti, la malassezia è la reazione dell’organismo a un microbioma alterato che provoca uno sviluppo di infiammazioni spesso dovute a cattiva alimentazione o all’abuso di farmaci: il corpo cerca di espellere le tossine verso l’esterno.

Alcune razze di cani sembrano particolarmente più  suscettibili alla dermatite da malassezia, quindi anche la genetica ha un ruolo importante.

Razze come Labrador Retriever, Golden Retriever, Barboncino, Basset Hound, Bulldog, Cane Corso, Chihuahua, Cocker Spaniel, Lhasa Apso, Maltese, Pastore Tedesco e Shi-Tzu sembrano essere tutte a maggior rischio di contrarre la malassezia e nei gatti, la razza Devon Rex sembra particolarmente suscettibile.

Quali sono i segni clinici di un’infezione cutanea da lievito?

I segni clinici più comuni della dermatite da lievito sono:

  • prurito e arrossamento
  • odore di muffa
  • squame e pelle screpolata e squamosa
  • pelle ispessita (pelle di elefante)
  • iperpigmentazione (pelle con pigmentazione scura)
  • otite esterna cronica o ricorrente e infezioni dell’orecchio

La dermatite da malassezia è un problema comune nei cani che si cibano di cibo lavorato (crocchette): di solito si presenta con pelle pruriginosa, squamosa e infiammata su zone come labbra, canali uditivi, collo, ascelle, tra le dita dei piedi e nelle pieghe cutanee intorno al viso.

Molti soggetti con questa patologia hanno la pelle grassa con un odore molto forte: quando la dermatite è presente da tempo, la pelle si ispessisce e spesso si scurisce a causa dell’eccessiva pigmentazione. L’infezione da malassezia può anche provocare una colorazione bruno-rossastra delle unghie.

La dermatite da malassezia è una malattia rara nei gatti ma quando presente, provoca spesso prurito, pelle squamosa e infiammata nei canali uditivi, pieghe della pelle del viso, artigli e mento.

La malassezia può colpire anche ingiovane età i cuccioli di labrador se la loro alimentazione è sbilanciata verso cibi secchi ricchi di amidi, zuccheri lavorati e cereali.

In alcuni casi, può presentarsi con una dermatite grassa e squamosa generalizzata, spesso secondaria a una grave malattia interna.

I gatti con questo quadro clinico dovrebbero essere sottoposti a indagini approfondite per cercare la causa, che spesso è legata sempre ad allergie alimentari.

Come viene diagnosticata la malassezia?

I segni clinici della dermatite da malassezia possono sembrare simili a tutta una serie di altre dermatiti della pelle: per questo motivo, la diagnosi non può essere raggiunta senza l’esecuzione di un esame specifico.

Il test più utile da eseguire è prelevare un campione dalla pelle per l’esame al microscopio.

Ciò consente l’esame del materiale dalla superficie della pelle e la valutazione del numero di batteri sulla pelle.

Poiché gli organismi di malassezia sono presenti anche in animali normali sani, trovare un numero basso o lieviti occasionali non è significativo.

Tuttavia, nei casi di dermatite da malassezia, i lieviti possono essere presenti a migliaia e sono spesso associati a cellule infiammatorie.

Come si cura la dermatite da malassezia in modo naturale?

Il trattamento della dermatite da malassezia mira a riportare il numero di lieviti a livelli normali.

È fondamentale affrontare eventuali fattori scatenanti per cui i numeri di lievito sono aumentati, quindi in primo luogo, utilizzare alimenti poco lavorati senza additivi e conservanti, cereali, amidi e grassi animali di natura sconosciuta.

Uno dei migliori rimedi naturali per combattere la malassezia, una volta modificata l’alimentazione, è quello di utilizzare una soluzione di argento colloidale 20 ppm da spruzzare nel canale auricolare e utilizzare olio di CBD in gocce per via orale come antinfiammatorio naturale.

Gli shampoo antimicotici sono il cardine del trattamento per la dermatite da malassezia che colpisce la pelle e di solito sono molto efficaci.

In rari casi, potrebbe essere necessario utilizzare farmaci per via orale per il trattamento della dermatite da malassezia.

La frequenza del problema è molto comune a meno che le cause non siano state identificate ed eliminate.

Come capire se il nostro labrador sta seguendo una dieta adeguata alle sue esigenze

Numerosi studi condotti nel corso degli anni hanno messo in risalto la forte influenza che un corretto regime alimentare, basato sulla scelta di alimenti di alta qualità, ha sul benessere psico-fisico dei nostri amici a quattro zampe.

In passato, infatti, questo inscindibile legame tra la nutrizione e lo stato di salute degli esseri viventi è stato a lungo sottovalutato, portando allo sviluppo o all’accentuazione di molti fastidi e malattie.

Alla luce delle attuali conoscenze è nostro compito cercare di individuare quei mutamenti e quegli aspetti che ci suggeriscono che il cane non sta seguendo una dieta sana ed equilibrata.

Qualora queste avvisaglie di pericolo venissero per un lungo periodo prese sotto gamba o, peggio, ignorate, si correrebbe il rischio di un progressivo aggravamento della sintomatologia manifestata dall’animale, che potrebbe esitare infine in una patologia conclamata.

Dobbiamo, quindi, sempre osservare con attenzione il nostro cane per cercare di rilevare la presenza di eventuali indicatori di un’alimentazione non adeguata, che andrebbe tempestivamente corretta.

Ovviamente in base alla gravità della situazione è opportuno consultare preventivamente il proprio veterinario di fiducia, perché in molti casi alla base del malessere avvertito dall’animale vi potrebbe essere un disturbo più serio.

Andiamo a vedere le ripercussioni che la scelta di alimenti non indicati per i nostri cani ha sul loro organismo.

Affezioni dell’apparato gastro-intestinale

Uno dei primi apparati a risentire di un’alimentazione scorretta è proprio quello gastro-intestinale, in quanto rappresenta la via attraverso la quale il cibo entra nell’organismo, viene digerito, assimilato ed infine eliminato attraverso le feci.

Di conseguenza, un alimento di scarsa qualità, non appropriato per l’animale o, nel peggiore dei casi, contaminato avrà un effetto diretto a questo livello, che si tradurrà in una sintomatologia aspecifica, caratterizzata da alterazioni dell’alvo (il cane potrebbe avere diarrea, essere stitico oppure alternare entrambe le condizioni e quindi avere un intestino irregolare), da accumulo di gas a livello intestinale e meteorismo (l’addome apparirà gonfio, teso e spesso dolente) e nei casi più gravi da vomito, che associato alla diarrea può causare una pericolosa disidratazione del cane.

Anche se nella maggior parte dei casi questi fastidi appaiono occasionalmente e tendono ad autolimitarsi, non vanno comunque tralasciati, perché ci suggeriscono che qualcosa non va e che l’organismo del nostro cane non è in grado di tollerare alcuni alimenti, che vanno sostituiti, limitati o del tutto eliminati.

Talvolta i cani possono essere intolleranti o ipersensibili verso alcune delle componenti dei mangimi in commercio: solitamente ad essere implicate sono alcune sostanze di origine non naturale ad azione conservante o addizionate all’alimento con lo scopo di stimolare il senso di fame nell’animale.

Dinanzi a manifestazioni più gravi e/o che si protraggono per un lungo periodo, nonostante le eventuali modifiche apportate alla dieta, non ci resta che chiedere il parere di un veterinario, che possa indagare circa la causa del malessere manifestato dal nostro amico a quattro zampe.

Leggi anche: Cosa fare quando arriva il cucciolo a casa

Affezioni dermatologiche a carico della cute e annessi cutanei

Il secondo (ma non meno importante) apparato su cui si riflette la scelta di una dieta non adatta ai nostri cani è quello tegumentario, che comprende la cute e gli annessi cutanei.

Una delle scoperte più importanti degli ultimi anni riguarda proprio l’esistenza di una forte correlazione tra gli alimenti assunti ed il benessere della pelle e del manto degli animali.

I cani che non si nutrono correttamente, infatti, presentano spesso una cute infiammata, desquamata, pruriginosa e talvolta crostosa (a causa delle lesioni da grattamento), in quanto tendono a sviluppare maggiormente dermatite e forfora. Il manto, inoltre, non è lucido e folto, ma appare secco, sfibrato, opaco e con chiazze di alopecia, che risultano prive di peli.

La causa di ciò è da ricercarsi in molti casi nello sviluppo di reazioni allergiche o di intolleranza verso alcuni alimenti, conservanti o additivi; questi provocano degli squilibri immunitari esitanti in manifestazioni cutanee, che tendono a cronicizzare se non si eliminano dalla dieta le sostanze incriminate che le causano.

Altri cani, invece, non sono intolleranti o allergici ad un determinato ingrediente, ma risentono di carenze nutrizionali.

Queste derivano da una selezione di alimenti e complementi alimentari non sufficientemente completa ed equilibrata, che potrebbe difettare nella componente proteica, vitaminica, minerale o nell’integrazione di determinate sostanze.

Ad esempio, alcuni acidi grassi essenziali, che vanno sotto il nome di Omega-3 e Omega-6, sembrerebbero implicati nella regolazione del sistema immunitario dell’animale, in quanto modulerebbero sia la risposta immunitaria che quella infiammatoria.

Il mantenimento di un corretto rapporto tra l’assunzione di Omega-3 e di Omega-6 favorisce il ristabilirsi e la preservazione del benessere della pelle e del manto dei nostri amici a quattro zampe.

Tra le affezioni dermatologiche conseguenti ad una cattiva alimentazione rientrano anche alcune micosi e parassitosi, che riescono ad attecchire facilmente in un organismo il cui sistema immunitario appare debilitato da un regime alimentare non corretto, protratto per molto tempo.

Durante i primi mesi di vita i cuccioli di labrador che presentano delle forti difese immunitarie, saranno meno predisposti allo sviluppo di micosi e di parassitosi intestinali (sostenute da tricocefali, nematodi, tenie, anchilostomi, coccidi e giardia) e sarà in misura minore esposto all’attacco di comuni ectoparassiti, come le pulci e le zecche.

Alterazioni fisiche o comportamentali

L’osservazione del modo in cui il nostro cane appare o si comporta, infine, è uno degli strumenti più semplici ed efficaci di cui disponiamo per capire se una cattiva nutrizione sta avendo delle ripercussioni sulla sua salute.

Un cane che non mangia bene, infatti, potrà apparire in sovrappeso e con un’elevata percentuale di adipe a livello dell’addome, potrà risultare muscolarmente poco tonico e mostrarsi pigro, stanco o letargico.

Alla base di questi segnali di malessere vi è la scelta di alimenti poco sani o che contengono macronutrienti in proporzioni non corrette, presentando ad esempio un eccesso di glucidi ed una carenza di protidi.

In questi casi, nonostante l’alta densità calorica del pasto, l’animale non assume le sostanze di cui ha bisogno affinché la muscolatura appaia scattante e la massa grassa non sia eccessiva.

Il mantenimento per molti mesi o, addirittura, per anni di un peso superiore al peso forma consigliato espone il cane allo sviluppo di una serie di disturbi anche molto preoccupanti, come le malattie cardiovascolari e la patologia diabetica.

Leggi anche: Socializzazione e prevenzione della paura nel cucciolo

Cosa fare se il nostro cane non segue una dieta corretta?

È molto probabile che la maggior parte dei proprietari di cani abbia riscontrato nel corso della vita dei propri amici a quattro zampe una o un insieme delle affezioni analizzate, che sono senza dubbio molto comuni e frequenti.

A fronte di ciò non dobbiamo colpevolizzarci, pensando che il malessere del nostro cane derivi da un nostro errore nel selezionare i mangimi per lui adatti.

Una scelta non adeguata, infatti, è spesso la conseguenza di campagne pubblicitarie ingannevoli, che abbindolano l’ignaro acquirente, spacciando prodotti dai pessimi ingredienti per alimenti completi, sani ed equilibrati, ricchi delle migliori materie prime.

Non sempre si è in possesso di conoscenze sufficienti per stabilire se un mangime sia ottimale, ma in realtà basta poco per essere in grado di scegliere consapevolmente il meglio per il proprio cane.

Alla base dello sviluppo della sintomatologia vista in precedenza vi è l’instaurarsi di alterazioni immunitarie e di uno stato infiammatorio cronico a livello dell’epitelio intestinale, che va a minare anche la flora batterica commensale, o microbioma intestinale.

L’integrità dell’epitelio e del microbiota dell’intestino è indispensabile per garantire la corretta digestione e l’assimilazione dei nutrienti assunti con l’alimentazione.

Ci sono alcune sostanze contenute nei comuni mangimi che sembrano sostenere questo processo infiammatorio e che, di conseguenza, andrebbero ridotte o eliminate.

Tra queste vi sono alcuni alimenti che l’essere umano assume senza problemi, ma che causano al cane irritazione a livello intestinale, come diversi legumi (fagioli, ceci, lenticchie, piselli, soia, ecc.) e alcuni cereali (farro, grano, mais, avena, ecc.).

Molto preoccupanti, poi, sono alcuni composti chimici che si ritrovano nella carne utilizzata per preparare cibi secchi o umidi; questa è ricca di sostanze antibiotiche e ormonali, somministrate ai capi di bestiame allevati in maniera intensiva, allo scopo di farli crescere più rapidamente e di ridurre lo sviluppo di patologie.

Non trascurabili, infine, sono gli additivi che servono per aumentare la conservazione dei mangimi in commercio (dei quali è ancora discussa la cancerogenicità) e per farli risultare più gradevoli nel sapore, a fronte dell’utilizzo di materie prime di scarso pregio.

Una scelta senza dubbio intelligente per evitare di acquistare prodotti qualitativamente scadenti, che possono creare problemi al nostro cane, è rivolgersi ad un’azienda seria leader nel settore della progettazione e della vendita di alimenti e complementi alimentari per animali.

Questa azienda produce un’alimentazione naturale per cani e gatti senza additivi e conservanti appositamente studiati per ristabilire e salvaguardare il benessere psico-fisico dei nostri cani. Non contengono sostanze geneticamente modificate, coloranti, conservanti e stimolatori dell’appetito e utilizzano una miscela di alghe micronizzate fondamentale per fornire tutti i minerali necessari alla crescita articolare e del benessere in generale del cane.

Le materie prime impiegate sono state accuratamente selezionate e sono del tutto prive di sostanze antibiotiche e di ormoni, dato che la carne si ottiene solo da capi di bestiame allevati in maniera non intensiva per il conumo umano e possiede tutte le certificazioni che ne attestano l’indiscussa qualità.

L'importanza dei test genetici in allevamento

Un cucciolo sano comincia molto prima della nascita: dalla scelta dei genitori. Il test del DNA è uno degli strumenti più utili che un allevatore ha a disposizione, insieme alle radiografie e alle visite specialistiche. Ecco i cinque motivi per cui li facciamo su tutti i nostri riproduttori di Labrador e Golden Retriever, e cosa significano per chi sceglie un cucciolo.

1. Evitare cuccioli malati di patologie ereditarie

Molte malattie genetiche del cane sono recessive: un cane può portare la variante senza mostrare alcun sintomo. Il test classifica ogni riproduttore come:

  • Clear (sano): non porta la variante;
  • Carrier (portatore): porta una copia, non si ammala ma può trasmetterla;
  • Affected (affetto): porta due copie e può sviluppare la malattia.

Accoppiando sempre almeno un genitore clear, nessun cucciolo potrà essere affetto da quella malattia. Senza test, l’accoppiamento tra due portatori sani produce in media un cucciolo malato ogni quattro.

2. Test specifici per la razza

Ogni razza ha le sue patologie. Tra i test più importanti:

Labrador Retriever Golden Retriever
Atrofia progressiva della retina (prcd-PRA) Atrofie progressive della retina (prcd, GR-PRA1, GR-PRA2)
Collasso indotto dall’esercizio (EIC) Ittiosi (ICT-A)
Miopatia centronucleare (CNM) Ceroidolipofuscinosi neuronale (NCL)
Paracheratosi nasale ereditaria (HNPK) Mielopatia degenerativa (DM)
Displasia scheletrica (SD2) e displasia oculo-scheletrica (OSD)
Mielopatia degenerativa (DM) e narcolessia (NARC)
Pelo lungo (Long Coat), un difetto di mantello rispetto allo standard

3. Il DNA non basta: servono anche gli esami clinici

Alcune delle patologie più importanti per Labrador e Golden non hanno un singolo test genetico, perché dipendono da molti geni e dall’ambiente. Per questo i riproduttori vanno controllati anche con:

  • radiografie ufficiali di anche e gomiti per la displasia, lette da centri riconosciuti;
  • visita oculistica da un oculista veterinario;
  • visita cardiologica con ecocardiogramma, utile anche per malattie congenite come la displasia della valvola tricuspide.

Sui nostri Labrador i test vengono eseguiti presso laboratori come Laboklin e Genefast, e le radiografie di anche e gomiti sono lette dalla Ce.Le.Ma.Sche. Per depositare il campione biologico ufficiale l’ENCI indica un elenco di laboratori riconosciuti.

4. Mantenere la diversità genetica

Selezionare troppo su pochi soggetti riduce la variabilità genetica, con il rischio di cucciolate meno numerose e cani meno robusti. Alcuni test misurano il coefficiente di consanguineità genetico direttamente dal DNA, un dato più preciso di quello calcolato sul solo pedigree, e aiutano a scegliere accoppiamenti più equilibrati.

5. Prevedere colore e caratteristiche dei cuccioli

Il DNA permette anche di sapere quali colori possono nascere da un accoppiamento. Nel Labrador, per esempio, è utile per sapere se una coppia di neri può dare cuccioli gialli o cioccolato, e per escludere la diluizione del colore che dà il cosiddetto Labrador “silver”, non previsto dallo standard. Per chi cerca un colore preciso è un’informazione preziosa: trovi le nostre cucciolate per colore nelle pagine Labrador gialli, Labrador cioccolato e Labrador neri.

Cosa significa per chi sceglie un cucciolo

Quando valuti un allevamento, chiedi di vedere i referti dei genitori: test del DNA, lastre di anche e gomiti, visite oculistiche e cardiologiche. Un allevatore serio li mostra senza problemi. Trovi i risultati dei nostri riproduttori nella pagina sui test genetici.

Domande frequenti

Cosa vuol dire che un cane è portatore (carrier)?

Che porta una copia della variante genetica di una malattia recessiva. Non si ammala, ma può trasmetterla ai cuccioli. Accoppiato con un cane clear non dà cuccioli malati.

Il test del DNA garantisce che il cucciolo non si ammalerà?

Garantisce che il cucciolo non sarà affetto dalle specifiche malattie testate. Non copre patologie che dipendono da molti geni, come la displasia, per cui servono anche le radiografie dei genitori.

Quali test chiedere all’allevatore di Labrador?

Per il DNA almeno prcd-PRA, EIC, CNM, HNPK, SD2, OSD, DM e narcolessia, più radiografie ufficiali di anche e gomiti e visita oculistica dei genitori.

Quali test chiedere all’allevatore di Golden Retriever?

Test del DNA per le atrofie della retina, ittiosi, NCL e mielopatia degenerativa, più radiografie di anche e gomiti, visita oculistica e cardiologica dei genitori.

Articolo a cura di Marina Lab, allevamento ENCI di Labrador Retriever e Golden Retriever a Spoltore (Pescara). Ultimo aggiornamento: ottobre 2026.

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